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COSA FARE A VALEGGIO SUL MINCIO

Valeggio sul Mincio si trova in Veneto, al confine con la Lombardia, in provincia di Verona, nella zona dove scorre il fiume Mincio, a pochi chilometri a sud del Lago di Garda

Si tratta di una piccola cittadina, ma che è una perfetta meta per un weekend tra la storia e i sapori di questi luoghi, tra mulini, cucina tipica e natura rigogliosa. Una zona tranquilla, dove a volte sembra che il tempo si sia fermato, dove vengono tramandate le antiche tradizioni e i tortellini fatti in casa sono un’istituzione, dove non mancano scorci suggestivi e angolini romantici, tra edifici antichi e le calme acque del fiume Mincio.

Noi siamo stati due notti a Valeggio sul Mincio, più precisamente nella frazione di Borghetto, dedicando poco due giornate e mezza alla visita della cittadina e dei suoi dintorni. 

Ma ecco i nostri consigli su luoghi e attività da non perdere durante una visita della zona di Valeggio sul Mincio. 

Visitare Borghetto

Un piccolo e grazioso borgo, frazione di Valeggio, a cui è collegato con un breve percorso pedonale. Borghetto si affaccia sulle acque del fiume Mincio ed è considerato uno tra i Borghi più belli d’Italia.

Sorto in epoca medievale, la sua storia antica è legata alla strategica posizione in prossimità di un importante guado sul fiume Mincio, che lo ha reso oggetto di contesa tra Gonzaga, Scaligeri, Visconti, oltre che dall’Austria e dalla Francia di Napoleone. 

CIBI TIPICI VALEGGIANI

I TORTELLINI

Il capolavoro della tradizione culinaria locale sono i “Tortellini di Valeggio”, in dialetto, “agnolin“. Fatti a mano uno ad uno, con una sottile sfoglia di pasta ed un delicato ripieno di carne, sono il piatto che non può assolutamente mancare sulla tavola delle feste o ricorrenze dei valeggiani. Si possono gustare asciutti al burro e salvia oppure in brodo, in uno dei tanti ristoranti del paese, o acquistarli nei numerosi pastifici artigiani.

La ricetta e le origini di questo piatto si allacciano con i racconti e le favole tramandate da una generazione all’altra, nell’intimità delle case. In particolare è ad una leggenda ambientata alla fine del ‘300, scritta e illustrata dal maestro orafo Alberto Zucchetta, cui si riconduce l’origine di questa autentica gemma della cucina locale: la leggenda narra la storia di due amanti, la ninfa Silvia e il capitano Malco, che lasciano sulle rive del fiume Mincio un drappo di seta gialla annodato come pegno del loro contrastato amore.

Ed è proprio a questa storia che si ispira la denominazione più celebre e fortunata del Tortellino di Valeggio, che grazie all’intuizione e perseveranza dell’Associazione Ristoratori ha oggi conosciuto e conquistato i palati più raffinati in tutt’Europa e in parte del mondo come “Il Nodo d’Amore“.

Pur collegandosi ad una tenera leggenda d’amore questo gustoso ed apprezzato prodotto è divenuto una realtà economica importante per la comunità valeggiana, che con intelligenza ha saputo coltivare non solo il suo aspetto produttivo, ma anche quello culturale ed artistico.

Oltre ai classici tortellini col ripieno di carne, puoi assaporare anche gustosi tortelli ai ripieni di verdure di stagione, formaggi o fantasiosi accostamenti con selvaggina, pesce e molto altro ancora.

A questo prodotto sono legati due importantissimi eventi in grado di muovere ogni anno migliaia di visitatori. Stiamo parlando dell’attesissimo appuntamento del 3° martedì di Giugno con La Festa del Nodo d’Amore,una cena all’aperto per 3.300 persone, sedute ad una tavola lunga più di 1 km sul Ponte Visconteo a Borghetto e dell’itinerante kermesse enogastronomica Tortellini e Dintorni che si svolge a Settembre per 3 giorni nelle vie del centro storico coinvolgendo tutte le attività del paese.

STORIA VALEGGIANA

CITTA’ D’ARTE E DI FASCINO

Nel paesaggio delle colline moreniche, a cavallo tra due Regioni, sorge Valeggio sul Mincio, paese che per lingua, tradizioni e memorie appartiene alla cultura lombardo-veneta.

Edificato, insieme alla frazione di Borghetto nei pressi di un antico guado, è punto d’incontro tra la terra e il fiume Mincio. Circa trentacinque secoli fa, le prime comunità si insediarono sugli isoloni che spartivano le acque del Mincio. In quell’Età, denominata del Bronzo (3.500 a.C. – 1.200 a.C.), un grande villaggio sorse a sud di Borghetto. Nel 1955, i lavori di canalizzazione del Mincio portarono alla luce a sud di Borghetto, l’Isolone della Prevaldesca (o delle Palafitte) e tombe dell’Età del Ferro (II – I millennio a.C.). Lì, come riporta lo storico Cesare Farinelli nel libro “Storia di Valeggio e del suo territorio”, furono recuperati «qualcosa come sedicimila reperti prima che le ruspe facessero scomparire per sempre l’Isolone».

Fra il VI ed il V secolo a.C., tribù celtiche provenienti dalle regioni della Francia, i Galli Cisalpini invasero la Pianura Padana e si insediarono nella valle del Mincio dove, molti secoli dopo, sorgerà Borghetto.
La successiva latinizzazione delle genti padane è attestata dalle sepolture romane, rinvenute sotto l’odierno centro di Valeggio, caratterizzate da iscrizioni latine e da monumenti marmorei. All’epoca romana appartengono anche i “raccordi“ stradali che collegavano il guado sul Mincio con le Vie Consolari Postumia, Gallica e Claudia Augusta.

Dal V al VI secolo d.C., la valle conobbe le incerte stagioni delle invasioni barbariche; uno di questi popoli, i Longobardi, edificò un primo nucleo abitato sulle rive del nostro fiume e iniziò a coltivare le fertili colline. Tra la fine del I millennio e l’inizio del successivo, il territorio valeggiano fu annesso alla corona imperiale germanica. Nel tempo la Valle del Mincio è stata testimone di molti eventi bellici, fra cui le tre guerre risorgimentali (1848 – 1859 – 1866), che in questi luoghi hanno deciso le sorti dell’Italia.